Coronavirus: com’è cambiata la nostra vita quotidiana?

Coronavirus: com’è cambiata la nostra vita quotidiana?

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Per colpa del Coronavirus, anche il mio lavoro ha subito una secca riqualificazione. Soprattutto la parte video, rinunciando a progetti vari che sarebbero dovuti partire proprio a marzo. Ormai, per tenermi in allenamento, sono costretto a fare filmini alla mia gatta mentre mangia.

Vabbé, comunque uno non si perde d’anima e continua a fare il suo. In qualche modo, riesco a lavorare da casa e a realizzare articoli e podcast su ‘sto virus fetente. Non come prima, ovvio. si è ridotto. Poi, però, ci sono i miei social, dove apro dibattiti, faccio informazione oppure mi lancio in idee particolarmente sceme che, per metà, sembrano pure interessanti. Tipo questa.

La quotidianità ai tempi del Coronavirus

Praticamente, all’inizio de ‘sto macello, pure io stavo in fissa con le dirette sui social. Così, dopo alcune idee scartate, ho lanciato un invito ai miei follower di Instagram: “Ma se di tanto in tanto vi intervisto live così mi raccontate la vostra quarantena?”.

La scena era già dipinta nella mia mente: a fare le dirette ai tempi del Coronavirus sicuro saremo stati io, mia nonna, er gatto de casa, er gatto del palazzo e quella simpatica vecchina che al super non sapeva quantificare il metro di distanza. E basta. Ma non è andata così.

Da mercoledì 11 a sabato 28 marzo 2020, ben 18 persone da diverse parti d’Italia e d’Europa hanno deciso di raccontarsi attraverso il mio Instagram. Ogni giorno, senza sosta, il mio format (dall’opinabile titolo “Colui che intervista ai tempi del Coronavirus”) è stato accolto in presa diretta nella quotidianità delle persone, tra lavoro, scuola, università, relazioni, musica e tanto altro ancora.

Tanti amici mi hanno chiesto di partecipare e alcuni individui mai incontrati prima si sono buttati nella mischia. Tutti assieme, abbiamo realizzato una storia incredibile, fatta semplicemente di storie, opinioni, idee, atteggiamenti e consigli. Abbiamo riso, scherzato, giocato, informato e lanciato messaggi di speranza per il futuro. E un po’, mi sono emozionato.

Smart working, smart studying, attività da fare a casa e non solo: cosa ci ha dato il Coronavirus

Il video è un vero e proprio arco narrativo dedicato alle persone comuni, a chi si è dovuto reinventare la propria vita durante il nuovo virus, a chi ha dovuto riqualificarsi.

Ci sono studenti, professori, lavoratori, cervelli in fuga e non solo, che hanno deciso di raccontare la propria testimonianza. Come funziona lo smart working? È possibile studiare a casa? Gli atleti continuano ad allenarsi? Quali attività è possibile fare in casa durante questa quarantena? Quali sono le speranze per il futuro?

Assieme a tutti i miei 18 ospiti, ho provato a rispondere raccogliendo dirette su dirette da mercoledì 11 a sabato 28 marzo 2020. 

Mai avrei pensato che sarei riuscito a creare questo coinvolgimento, e perciò sono grato a tutti i partecipanti e a chi ha seguito ogni puntata. Questi giorni sono volati soprattutto grazie a voi. E quindi vi ringrazio pubblicamente uno a uno, in ordine di apparizione video:

Giulia da Roma;
Andrea da Roma;
Patrizia da Ostia;
Mattia da Monza;
Ciro da Napoli;
Lorenzo da Ostia;
Vivi e Alex da Rabbi;
Antonietta da Londra;
Francesco da Mestre;
Celeste da Piacenza;
Eugenio da Roma;
Giacomo da Telese Terme;
Stefano da Bergamo;
Francesca da Venezia;
Veronica da Caserta;
Francesco da Reggio Calabria;
Laura da Como;
Giordano da Istanbul.

Abbiamo realizzato una testimonianza storica incredibile, che spero in futuro possa diventare un ricordo spensierato di questo periodo.

Grazie, grazie, grazie ❤

colui che intervista ai tempi del coronavirus


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