La mia domanda per Samantha Cristoforetti

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Sono stato a tanto così (immaginate le mani vicine vicine vicine) a intervistare Samantha Cristoforetti. Purtroppo, non è successo. Il che mi è dispiaciuto. Non solo perché volevo distruggere ancora una volta il pensiero qualunquista Dick, ma anche perché avrei voluto conoscere la risposta dell’astronauta a una mia domanda in cui avrei intrecciato spazio, cultura e internet. Ma andiamo con ordine.

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> Libri Come: la Libertà nel 2019

Qualche settimana fa sono stato a Libri Come, una Festa del Libro e della Lettura andata in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Arrivata alla decima edizione, questa manifestazione ha chiamato tra le proprie braccia numerosi ospiti illustri di carattere nazionale e internazionale, i quali hanno portato di fronte ai presenti la propria concezione di Libertà.

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> La conferenza di Samantha Cristoforetti

Tra i vari relatori, c’era anche Samantha Cristoforetti. Sono andato all’evento proprio per poterla incontrare e provare a scambiarci quattro chiacchiere. Prima di questo, tuttavia, ho seguito l’incontro dell’astronauta italiana con il pubblico di Libri Come. Il suo concetto di Libertà è molto vasto e correlato al suo lavoro nello spazio, al suo viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale, con tutte le emozioni del caso. “Credo che la Libertà più grande sia quella di non diventare prigionieri del sogno, non può diventare un’ossessione”, rivela Cristoforetti, rivolgendosi alle persone che aspirano a ‘conquistare’ in prima persona lo spazio. “Da una parte devi avere la Libertà di questo sogno e avere le circostanze che te lo permettono, ma allo stesso tempo avere la Libertà di dire ‘Comunque ci sono altre cose meravigliose nella vita che mi piacciono’. Quindi ho questo sogno, ma non ne sono prigioniera”.

È stata un’occasione molto importante anche per conoscere il ‘dietro le quinte’ di questo lavoro, le tecniche minuziose per far sì che gli astronauti arrivino illesi fuori l’atmosfera terrestre e cosa significa guardare la Terra da fuori. “L’effetto che ha fatto a me – spiega in merito alla visione del pianeta – è una sorta di compressione del tempo. Di giorno, la presenza umana non la vedi. Quello che vedi sono fenomeni geologici. E quindi la storia umana diventa tutta compressa in un attimo”.

> La mia domanda per l’astronauta

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Ed è qui che, improvvisamente, mi sarebbe piaciuto intervenire. Proprio sul concetto di Libertà. Oggi come oggi, purtroppo, la libertà è intesa come la possibilità di dire qualsiasi cosa. Anche se quella determinata cosa è riconosciuta platealmente come un’emerita cazzata. Il semplice fatto di avere il diritto di parola si è tramutato in un ragionamento senza senso: come direbbe Dick, “Parlo, dunque ho ragione”. Cioè, ogni discorso che pronuncia la mia parte qualunquista – al di là di ogni fondamento culturale, scientifico e medico – deve essere riconosciuto come ragionevole e oggettivamente valido. Un paradosso.

Un excursus antropologico che ha riportato in voga l’idea che la Terra sia piatta. Terrapiattismo che ha trovato linfa vitale su Youtube, per poi vedersi negare la diffusione di queste stesse teorie. Di fatto, la piattaforma video sta rimuovendo ogni filmato che inciti questo fenomeno, in quanto circoscritti nel recinto delle fake news.

Ora, appurato tutto ciò, io avrei una domanda per Samantha Cristoforetti: dove inizia e finisce il concetto di Libertà, tenendo conto che ggi può essere definito tale in un’insieme dove la complessità culturale viene soggiogata dalla semplicità della pancia, mettendo in circolo opinioni astruse, destabilizzanti e prive di senno? Chissà, magari un giorno riuscirò ad avere una sua risposta. Nell’attesa, ecco il mio videoreportage in merito, nel quale mostro come sono arrivato a partorire questa enorme domanda e le interessanti delucidazioni date da Samantha Cristoforetti riguardanti il suo lavoro.

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