“Dream”: l’immersione totale nei sogni al Chiostro del Bramante

“Dream”: l’immersione totale nei sogni al Chiostro del Bramante

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I sogni onirici e inconsci risvegliati in un percorso multiforme e performante. Fino al 5 maggio 2019, al Chiostro del Bramante di Roma, va in scena Dream. L’arte incontra i sogni. La mostra è un vero e proprio viaggio nel mondo dei sogni, grazie al quale evadiamo dalla realtà ed entriamo in contatto intimo con il nostro subconscio. 

Lungo tutto il tragitto, vi sono numerose opere moderne, accompagnate da racconti audio – i cui testi sono stati realizzati dallo scrittore Ivan Cotroneo – che generano una storia incredibile e coinvolgente sul significato e sull’interpretazione dei sogni. Le opere d’arte portano la firma di Jaume Plensa, Anselm Kiefer, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Christian Boltanski, Doris Salcedo, Henrik Håkansson, Wolfgang Laib, Claudio Costa, Kate MccGwire, Anish Kapoor, Tsuyoshi Tane, Ryoji Ikeda, Bill Viola, Alexandra Kehayoglou, Peter Kogler, Luigi Ontani, Ettore Spalletti, Tatsuo Miyajima e James Turrell. Mentre, per le voci dei sogni, abbiamo Angela Baraldi, Giulia Bevilacqua, Marco Bocci, Cristiana Capotondi, Valentina Cervi, Matilda de Angelis, Isabella Ferrari, Matteo Oscar Giuggioli, Giuseppe Maggio, Brando Pacitto, Alessandro Preziosi, Alessandro Roja, Valeria Solarino e Simona Tabasco.

> La strada multiforme dei sogni

L’intera mostra è un’immersione totale nelle diverse sfaccettature dei sogni. Ogni installazione richiama a una dimensione strutturale del sogno e al significato che un determinato oggetto possa avere in esso. Non si tratta solo di un’esposizione illustrativa, ma coinvolge attivamente la sfera intimistica dello spettatore. Più in particolare, il corpo diventa un linguaggio primario nel decifrare ciò che si vede. 

In alcune zone di Dream, di fatto, è necessario sdraiarsi o sedersi per terra per avere una comprensione totale di ciò che si sta vivendo. L’uomo, nella sua interezza, diventa il punto focale attorno al quale si distende l’opera. Insomma, un percorso che richiama l’attenzione dei sensi percettivi umani, i quali sono stimolati ad approfondire il proprio io interiore

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> Come si accende la miccia dei sogni?

Sicuramente, Dream mostra un lato museale particolare: la partecipazione totale nell’opera. Senza che vi sia richiesta una complicità attiva in termini puramente materiali, l’utente accende le proprie orecchie oniriche per comprendere appieno quanto sta osservando. Solo così, arriviamo a gustare i diversi strati dei sogni. 

> L’intreccio dell’introspezione

A mio avviso, entrare in questo spazio è una delle cose più complesse da affrontare. Non solo perché le pareti e il soffitto sono ricoperti da linee caotiche, ma anche perché l’impatto all’occhio è abbastanza imponente. L’importanza di un luogo come questo enfatizza pienamente l’obiettivo di Dream: siamo completamente immersi in ciò che ci circonda, l’essere umano e i suoi sogni sono enfatizzati da quanto è stato costruito attorno a lui. Come fosse uno spazio asettico rispetto al mondo, siamo sommersi da un affascinante risveglio delle nostre emozioni. 

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> Il coinvolgimento delle immagini

Opere d’arte contemporanee di vario tipo si susseguono lungo tutto il percorso. Ma, come detto poc’anzi, tutto ciò non è solo figurativo, ma chiama in causa l’introspezione dello spettatore. Come nel caso di uno schermo gigante, sul quale vengono proiettate diverse immagini: numeri, costellazioni, comete, stelle e via discorrendo. Una suggestione visiva che richiama la dimensione onirica del nostro essere, volta a sperimentare la nostra complessa struttura umana di fronte all’ignoto.

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> Sdraiati sotto i sogni

Un’altra idea interessante messa in campo dai realizzatori di Dream è l’agganciare il corpo dell’utente. Ognuno di noi, infatti, è chiamato a prender parte all’opera d’arte, sedendosi o, addirittura, sdraiandosi. C’è un caso nel quale tale coinvolgimento è pienamente coronato: in una distesa confusionaria di numeri sul soffitto illuminati con luce al neon. Il corpo sdraiato a terra diventa l’unico mezzo in grado di interpretare la lunga installazione. 

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> La pioggia dorata 

Una delle immagini più in voga sui social nasconde più di quanto vediamo a prima vista. La pioggia dorata, che si estende lungo un corridoio, ingloba pienamente l’utente, il quale riscontra diversi livelli d’interpretazione dell’opera. Inizialmente, infatti, sembra di trovarsi di fronte a una semplice struttura di oggetti curvilinei che cadono dal cielo. Aguzzando lo sguardo, invece, notiamo subito la presenza di numerosi ingranaggi che, sorretti dai fili, vengono giù dal soffitto. Un ampio e forte richiamo a una nuova dimensione dell’inconscio. 

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> Osserva i sogni dell’uomo

Tra le varie installazioni contemporanee, troviamo anche un quadro di pregevole fattura. Un uomo nudo disteso nel vuoto: attorno a lui, solo stelle. I suoi occhi sono chiusi, a indicare l’attività onirica e il coinvolgimento profondo che il sogno crea. Non si tratta solo di un’attività mentale, ma riguarda la complessa struttura fisica umana: in quest’opera, il sogno chiama in causa la completezza carnale, che accentua lo spessore dell’intelligibilità della nostra fantasia

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> I vostri sogni sono i protagonisti

Dream è un intero sprofondamento nella dimensione dei sogni. E la peculiarità più importante di questa mostra è la realizzazione attiva del nostro inconscio attraverso il corpo. I sogni hanno diverse interpretazioni, ma tutto parte dall’io interiore, il quale viene più volte chiamato in causa attraverso il nostro fisico. La dimensione onirica riceve stimoli intriganti che danno risposte tangibili in merito a ciò che stiamo vivendo. L’importante è non dimenticare di sognare, anche a occhi aperti. 

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