Alla (ri)scoperta del libro cartaceo

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Il libro cartaceo è stato il mio primo migliore amico. Un dono che ha accompagnato numerose notti, assaporando storie incredibili e affascinanti. Ne leggevo tantissimi e ora – anche se sembra di vivere nell’era dell’ipervelocità -, quando posso, immergo il mio naso tra le pagine di quei racconti realizzati dalla fantasia encomiabile di persone diverse da me. 

Certo, oggi sono sempre più diffusi gli ebook – che sono pur sempre un mezzo utile per veicolare la cultura -, ma io non voglio abbandonare il cartaceo. Azioni come il tastare la copertina o l’annusare le pagine mi ricordano quanto le storie tangibili siano importanti per la nostra mente. 

> La festa del libro

Non sono l’unico a pensarla così, e in passato già ne avevo parlato su FinestrAperta.it e su Roma che verrà. Da diversi anni, a Ostia, va in scena “La Festa del Libro e della Lettura”, un evento dov’è possibile portare libri di seconda mano per scambiarne con altri, a fronte anche di una donazione libera che verrà devoluta in beneficenza.

Questa non è l’unica attività della festa: incontri, concorsi e presentazioni caratterizzano da sempre questo appuntamento del litorale romano. Un vera e propria kermesse letteraria di Ostia consolidata nel tempo, trovando sempre nuove forme di attrazione. Ad esempio all’ultima edizione (la ventiduesima) si è parlato anche di un progetto giornalistico con protagonista ragazze di una scuola media. 

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> Salviamo il libro cartaceo

Una festa che ancor di più enfatizza una richiesta importante: la (ri)scoperta del libro cartaceo. Le famiglie, infatti, tendono a non possedere libri nella propria casa. Secondo IlLibraio.it – il quale fa riferimento a dati Istat -, “il 28,2% delle famiglie possiede non più di 25 libri e il 63,2% ha una libreria con al massimo 100 titoli”. In soldoni, circa una famiglia su dieci non ha un libro in casa, dato costante degli ultimi vent’anni. 

Ovviamente, bisognerebbe anche tener conto di altri dati: ad esempio, quanto sono diffusi gli ebook in Italia? Banalmente, però, possiamo supporre che il libro sia ancora il preferito dagli italiani, altrimenti l’ebook avrebbe già distrutto l’editoria del Bel Paese. 

Il piacere di sfogliare le pagine, toccare con mano l’avventura che si sta leggendo, avvertire il peso di un’arte divenuta concreta: il libro cartaceo è un’altra cosa. La tecnologia può cambiare, ma il valore no. Ed è anche per questo motivo che non smetterà di esistere: ha una qualità inestimabile, è la prova tangibile della nostra cultura, dell’immaginazione e dell’importanza di essere un narratore di storie.  

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> Alla (ri)scoperta del libro cartaceo: il mio reportage

Un giorno un mio amico mi disse: “Ma perché non ti compri gli ebook? Costano anche meno”. La mia risposta fu: “Il piacere non ha prezzo”. E io sono uno che riguardo la propria economia è molto attento, eh.

Il libro cartaceo è stato il mio primo incontro con la tecnologia, un caro amico che mi ha fatto conoscere storie incredibili. È come se il film The Pagemaster fosse il plagio della vita di tutti quelli che amano ancora avere tra le mani pagine e pagine di racconti. E io, del libro cartaceo, non mi stancherò mai: ecco il mio reportage.

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