Nella città vecchia di Dubrovnik: la storia di Anna

Nella città vecchia di Dubrovnik: la storia di Anna

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Anna è stata la prima persona incontrata in questo pazzo mondo a farmi desiderare di aprire un blog. Era il 6 maggio 2015, ero a Dubrovnik (Croazia) in vacanza, avevo appena concluso il mio primo anno di specialistica e presto avrei iniziato uno stage in una redazione televisiva. Ero contento per come stava andando il mio percorso, ma volevo sperimentare qualcosa di nuovo. Desideravo un progetto tutto mio, dove poter dare voce alle storie raccolte nei paesi visitati, ai racconti intrisi nelle pagine dei miei diari di viaggio. Fu Anna a darmi la scintilla giusta.

> Chi è Anna

Anna (il suo nome in croato dovrebbe essere Anie) è la donna che vedi scattata nella foto. Per molti risulterà essere un’immagine come un’altra, ma la storia di questa donna è una delle testimonianze di viaggio più significative che abbia mai ascoltato. È intrisa di passione, speranza per il futuro, umanità e ricordi limpidi come il cielo d’estate.  

L’ho incontrata per le vie della città vecchia di Dubrovnik (divenuta famosa grazie alla serie televisiva Game of Thrones), nel suo negozio circondato da tappeti, quadri, lampade, magliette, oggetti di vario tipo. Era un locale molto colorato, che trasudava passionalità da tutte le parti. Intento a osservare l’artigianalità presente, fu Anna ad avvicinarsi a me e, dopo un breve scambio di battute, a raccontarmi la sua storia. 

> La storia di Anna

Nella città vecchia di Dubrovnik è possibile incontrare qualche fotografia che spiega i recenti conflitti che hanno colpito la zona. Il racconto della donna inizia proprio da qui, da quella guerra di matrice serba avvenuta nel 1991 che colpì la zona: pensa, è avvenuto solo 27 anni fa. La storia di Anna è stata inevitabilmente condizionata da questi tragici eventi: l’addio al marito che per legge doveva restare a difendere la città dall’assedio, la fuga insieme alla figlia di 10 anni su un barcone di 300 persone, il suo arrivo in Italia (Roma – Firenze – Milano) per poi partire alla volta degli Stati Uniti, dove rimase per circa 4/5 anni senza avere notizie del marito e con la figlia che doveva ambientarsi ad una nuova realtà e che, per sua fortuna e grazie alla madre, non avrebbe conosciuto la guerra. 

Durante il racconto, i suoi occhi erano pieno di luce propria, come fossero due stelle che avevano retto a qualsiasi onda d’urto. Da un po’ di tempo era tornata a Dubrovnik Old Town, dove – appunto – vendeva quadri di una famosa pittrice. Ma non rinunciava a viaggiare con sua figlia.

Sono passati ormai tre anni da quell’incontro, il cui ricordo è ancora vivo con me e che mi spinge a raccontare tutto ciò. Chissà se Anna è ancora lì, oppure si è trasferita in una nuova parte del mondo. Molte persone spesso mi chiedono perché desideri viaggiare. Questa è la risposta: il giro di vite che potresti conoscere passeggiando di città in città è un patrimonio immenso!

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